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Russel Coutts e il delfino
della discordia


27-03-2024

Polemica in Nuova Zelanda per le sparate del Ceo di Sail Gp dopo l'annullamento del match di Christchurch dovuto alla presenza di mammiferi marini sul campo di gara

Russel Coutts e il delfino 
della discordia
Sail GP è un circuito di cui Bolina non parla molto. La competizione, ideata dal patron di Oracle Larry Ellison e Russell Coutts nel 2019, è di fatto una gara tra nazioni a bordo degli F50, avveniristici catamarani capaci di volare sull’acqua fino a 50 nodi. 
Come un circuito automobilistico di Formula Uno, nel corso degli eventi di questo "Grand Prix velico" è fondamentale la spettacolarità. Per questo le regate si svolgono in specchi d’acqua circoscritti, vicini al pubblico pagante (il bglietto base costa 100,77 dollari), tra incroci mozzafiato, rocambolesche scuffie e collisioni.
 
Bolina non ne scrive spesso, dicevamo, perché è un genere di manifestazione da arena, tutto adrenalina e velocità, che cerca in qualche modo di ricalcare la formula della Coppa America senza però replicarne lo spirito e soprattutto senza quell'approccio legato alla ricerca e all'innovazione che ne fa un motivo di interesse a prescindere dall'esito delle regate.
Poi non ci sono equipaggi italiani: ci sono australiani, canadesi, inglesi, francesi, tedeschi, neozelandesi, danesi, spagnoli, svizzeri e statunitensi, ma nessun rappresentante azzurro. Estere anche le location dei match; da gennaio 2024 si sono svolti quelli di Abu dhabi, Sydney, Nuova Zelanda e i prossimi in calendario si svolgerano a Bermuda (4 e 5 maggio), Halifax (1 e 2 giugno), New York (22 e 23 giugno) e San Francisco (13 e 14 luglio). Per la cronaca guida attualmente la classifica la squadra neozelandese al comando di Peter Burling.
 
Dunque, perché oggi ne parliamo? Perché la prova del 23 e 24 marzo a Christchurch, in Nuova Zelanda, ha creato un curioso contenzioso tra l'organizzazione di regata, che pure ha sempre fatto della sostenibilità la sua bandiera, e i locali ambientalisti. Ciò a seguito dell'annullamento del match in casa "kiwi" a causa della presenza di delfini sul campo di regata.
Non si è trattato di un incidente di percorso ma di un pericolo annunciato visto che il luogo in cui SailGP aveva scelto di disputare le regate è Lyttelton Harbour, santuario dei cetacei che ospita una comunità di Upokohue Hector, piccoli mammiferi marini  in via di estinzione.
SailGP, consapevole di questo vincolo e del pericolo che gli F50 potevano rappresentare per questi animali e per i loro cuccioli, ha deciso comunque di svolgere l'evento dopo aver siglato con il Dipartimento di Conservazione ambientale neozelandese il Piano di protezione dei mammiferi marini. In base a tale accordo le regate sarebbero state interrotte se in prossimità del campo di gara fossero stati avvistati dei delfini. Un approccio encomiabile, quello dell'organizzazione di regata, a cui aveva applaudito anche l'associazione ambientalista Greenpeace.
 
Peccato però che quando si è passati dalle parole ai fatti Russel Coutts, amministratore delegato di Sail GP, è andato su tutte le furie attaccando in una lettera infuocata lo stesso Dipartimento di Conservazione, la Guardia costiera, gli scienziati, le leggi, etc. e arrivando addirittura a sostenere che gli Upokohue Hector non sono una specie a rischio e che essendo animali intelligenti in caso di pericolo sanno di doversi allontanare.
D'altro canto, insiste Coutts, come sarebbe estremo e poco pratico non guidare sulle strade poiché esiste la possibilità di un incidente stradale, bisognerebbe poter organizzare eventi  senza vincoli eccessivi. "Come società – puntualizza – accettiamo di base un elemento di rischio nella nostra vita quotidiana", lasciando intendere che lo spettacolo sarebbe dovuto proseguire anche a scapito di qualche delfino falciato dai foil.
 
Poi Dalton ha messo sul piatto le perdite economiche dovute costi "non necessari" che ammontano a circa 300.000 dollari neozelandesi e che Sail GP è costretta a sostenere in Nuova Zelanda "come in nessun altro posto del mondo". Tra questi anche "11 osservatori di delfini esperti, ciascuno dei quali viene pagato 600 dollari al giorno, più le spese, per un totale di 78.000 dollari".
La posizione di Coutts, che pure è neozelandese e dovrebbe conoscere la storica attenzione del suo paese all'ambiente, è stata definita da alcuni osservatori "trumpiana".
 
Nel frattempo Greenpeace ha ritirato il suo appoggio alla manifestazione accusandola di greenwashing, ovvero di aver dichiarato strumentalmente la sua sostenibilità ambientale. Ciò, rincara la dose la nota  associazione, nel solco tracciato dal governo in carica in Nuova Zelanda che ha già dichiarato guerra all'ambiente con recenti leggi che avvallano progetti distruttivi per l’esplorazione di bacini petroliferi e di gas. 
 
 
 
 

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