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La Croazia accoglie i natanti


22-04-2024

Deroga al divieto di ingresso alle imbarcazioni senza targa. Una buona notizia all'avvio della stagione estiva, non fosse per quel rincaro dei costi di ormeggio...

La Croazia accoglie i natanti
Una notizia positiva e molto attesa dai proprietari di piccole imbarcazioni, amano navigare lungo le coste croate. Il Ministero del Mare di Zagabria avrebbe annunciato una deroga per tutto il 2024 al divieto che, scattato dallo scorso 1° gennaio, impediva alle imbarcazioni non immatricolate l'ingresso nelle proprie acque territoriali
«Le disposizioni relative all'arrivo e alla navigazione di imbarcazioni straniere nelle acque marine interne e territoriali della Repubblica di Croazia – precisa il dicastero al Piccolo di Trieste – che prevedevano l'imposizione del divieto di navigazione a tutte le imbarcazioni straniere di lunghezza superiore a 2, 5 metri o con potenza di propulsione superiore a 5 kW non iscritte nei registri ufficiali dello Stato di bandiera, non troveranno applicazione nel 2024 come originariamente previsto».
 
Un grande favore che il Governo Croato concede ai nostri diportisti, ma soprattutto al suo omologo italiano che per fare fronte alla minaccia di una chiusura delle frontiere alle imbarcazioni prive di targa, aveva incluso nel cosiddetto decreto Made in Italy (disegno di legge n. 1341-A) un emendamento che doveva consentire anche alla barche più piccole di circolare liberamente in Croazia, Slovenia e Grecia. Ciò grazie alla dichiarazione di costruzione o importazione, associata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio autenticata da uno sportello telematico dell'automobilista, da mostrare all'occorrenza alle autorità straniere. 
Peccato a tanta intraprendenza da parte del nostro Ministero dei Trasporti non sia corrisposto alcun accordo bilaterale e che nulla vietasse alle autorità di confine straniere di rispedire indietro i natanti italiani. Solo a cose fatte è seguita una comunicazione ufficiale da parte dell'ambasciata italiana al Ministero croato, che oggi si impegna a considerare la nuova norma del Belpaese in materia di navigazione da diporto.
 
Intanto in molti tirano un sospiro di sollievo; la dichiarazione del Ministero Croato giunge come una ventata di aria fresca in vista della imminente stagione estiva. Evidentemente a Zagabria hanno fatto due conti e nell'attesa che si trovi una quadra col Governo italiano hanno pensato a rimpinguare le casse dello Stato. Non solo con le tasse di navigazione e di soggiorno: da Umago a Spalato sono stati annunciati incrementi nei costi di ormeggio, dal 5 all'8 per cento su base annua. Ciò per sopperire ai costi dell'inflazione, dell'incremento del prezzo del petrolio, e degli investimenti effettuati in opere di risanamento.
Non c'è carota, insomma, senza bastone.
 
 

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