Il mensile pratico del mare mercoledì, 08 febbraio 2023

Gli “AC40” sono fragili
serve un rinforzo a prua


28-11-2022

In una uscita di prova alla nuova barca-test per la Coppa America si è quasi staccata la prua. Gli ingegneri neozelandesi hanno così studiato un rinforzo, che sarà fornito come “retrofit” anche a quelle già costruite

Gli “AC40” sono fragili
serve un rinforzo a prua

Gli AC4O saranno dotati di un roll bar di rinforzo per la prua. La nuova classe di monotipo (11,80 m) pensate come barca test per i Team di Coppa America e per disputare le regate della “Women” e della “Youth” America's Cup si sono rivelate infatti più fragili del previsto. Durante una prova di navigazione effettuate il 21 novembre dal team neozelandese nel Golfo di Huraki ad Auckland, una improvvisa ingavonata ha fatto praticamente staccare di netto la prua dello scafo. Solo una paratia stagna ha impedito l'affondamento della barca.
Analizzati i dati dei sensori di bordo, gli ingegneri hanno così deciso di provvedere a un rinforzo di tutta la prua. Una sorta di roll bar interno che sarà realizzato dal cantiere McConaghy, lo stesso che sta costruendo la flotta degli AC40, e inserito nei prossimi scafi che saranno consegnati a tutti gli sfidanti; sarà inoltre fornito come “pacchetto retrofit” anche per gli scafi già consegnati, oltre a Team New Zealand, anche agli inglesi di Ineos Britannia.

"Durante la 36a America's Cup, – ha spiegato Jamie Timms ingnere strutturale di Emirates Team New Zealand– abbiamo catturato e catalogato le dinamiche di tutti i principali eventi sui tre yacht che abbiamo usato in quella campagna e li abbiamo inclusi, con un margine aggiuntivo, per definire i casi di carico per l'AC40. Nei primi 18 giorni di navigando sull'AC40, abbiamo visto un paio di eventi che hanno generato grandi impatti. Questi erano in linea con i nostri casi di carico di progetto e la struttura dello scafo si stava comportando come previsto. Tuttavia, quest'ultimo evento ha visto accelerazioni che erano ben oltre tutte le nostre precedenti record. Non solo abbiamo visto decelerazioni longitudinali superiori del 70% rispetto al precedente caso peggiore, ma questo è stato accoppiato con un carico laterale simultaneo di entità simile: lo yacht si è fermato completamente e ha imbardato di 90 gradi in poco più di un secondo”.