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Giornata degli Oceani
politica assente


07-06-2024

L’8 giugno si celebra la ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite a tutela dell'ambiente marino. È anche il giorno in cui in Italia si aprono i seggi elettorali per le Europee. Purtroppo si tratta solo di una coincidenza

Giornata degli Oceani
politica assente
L’8 giugno di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, ricorrenza istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite durante la Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo a Rio de Janeiro, con l’obiettivo di informare le comunità globali sull’impatto delle pratiche umane sugli ecosistemi marini
 
Quest’anno, il tema è Rivitalizzazione: azione collettiva per l’oceano a sottolineare l'urgenza di una serie di interventi da attuare a livello planetario per proteggere questa preziosa risorsa.
 
È noto infatti, ma troppo spesso ignorato, che le acque che occupano circa il 70 per cento della superficie terrestre sono essenziali per la vita sulla Terra: tra le altre cose generano ossigeno, acqua potabile, sono all'origine dell'atmosfera, influiscono sul clima e forniscono cibo per oltre 3 miliardi di persone. 
 
Tuttavia, sono costantemente minacciate da inquinamento da plastica, scarichi, sostanze chimiche e petrolio, dalla pesca intensiva, dalla distruzione degli habitat costieri che segue all'urbanizzazione delle coste e non di meno dai cambiamenti climatici che con l’aumento delle temperature e l’acidificazione dell'acqua influenzano la biodiversità e la sussistenza degli ecosistemi.
 
Per preservare la grande distesa blu è necessario un intervento politico su scala globale che induca tutti i paesi ad adottare pratiche sostenibili anche radicali al fine di ridurre l’inquinamento e proteggere gli habitat sommersi. Solo così, infatti, potremo garantire un futuro sano non solo per i nostri mari, ma per tutte le creature che abitano il pianeta. 
 
È davvero singolare che la Giornata Mondiale degli Oceani quest'anno cada nel giorno in cui in Italia si aprono i seggi per le elezioni Europee. Uno studio condotto da un gruppo super partes di 20 scienziati dell'italian climate network, ha valutato l'impegno a combattere i cambiamenti climatici presente nei programmi che i partiti politici italiani intendono portare in Parlamento europeo. Il quadro, come era facile aspettarsi, è a dir poco avvilente.
 
 
 

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