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Clarisse Crémer
nell'occhio del ciclone


15-02-2024

Accusata da un email anonimo, la skipper francese è sotto inchiesta per presunte irregolarità avvenute nel corso del Vendée Globe del 2020-21

Clarisse Crémer
nell'occhio del ciclone
Non c'è pace per la navigatrice francese Clarisse Crémer. Sarebbe lei la protagonista dello scandalo che da qualche giorno aveva messo in subbuglio gli organizzatori del Vendée Globe dopo che l'11 febbraio un e-mail anonimo era giunto alla Federazione della Vela Francese. Nella comunicazione si denunciava, col corredo di screenshot, che nel giro del mondo del 2020-21 la velista (sulla cui identità era stato mantenuto finora il massimo riserbo) avesse beneficiato di routing esterno, un servizio espressamente vietato dal regolamento di tutte le regate del circuito Imoca. 
Secondo i delatori Crémer e suo marito Tanguy Le Turquais avrebbero così infranto quello che l'associazione di Classe Imoca descrive come "un pilastro fondamentale per la correttezza e l’integrità sportiva".
 
Un'accusa molto grave per la skipper d'Oltralpe, già protagonista, suo malgrado, di uno scandalo quando nel 2021 il suo storico sponsor Banque Populaire la destituì da skipper dell'omonima barca perché in maternità. Una notizia che all'epoca fece il giro del mondo gettando sdegno e indignazione nei confronti di uno dei più grandi istituti finanziari francesi.
Crémer, contesta le accuse, assicura di non aver mai imbrogliato e si chiede piuttosto come mai una comunicazione del genere arrivi a 3 anni di distanza dai fatti, in forma anonima e proprio oggi che, grazie al nuovo sponsor, L'Occitane en Provence, è di nuovo in pista per il prossimo Vendée Globe.
 
Lei e il marito saranno presto ascoltati da una Giuria internazionale su richiesta di Jean-Luc Denéchau, presidente della Federazione Francese della Vela.
 
Nel frattempo si sfoga con un lungo post su Facebook di cui riportiamo gli stralci essenziali: 
 
"Voglio rispondere alle recenti accuse che mi sono state mosse negli ultimi giorni. Gli scambi di cui sono accusata hanno avuto luogo sul mio telefono di bordo, di proprietà del mio precedente team, che in conformità con le regole, ho lasciato a disposizione di tutti non appena sbarcata a terra. Non ho mai imbrogliato, non ho mai infranto una regola che fosse una, durante quel giro del mondo in 87 giorni.
Nei i nostri scambi, che riguardano essenzialmente la vita privata di una coppia, Tanguy non mi ha mai fornito informazioni di cui non disponessi già. Nessuna conversazione con lui ha contribuito a cambiare rotta o a effettuare una scelta strategica che avrebbe avuto un effetto sulla mia corsa. Ho sempre fatto tutte le mie scelte da sola e senza assistenza, secondo le regole.
Sono indignata per l'eco che possono avere denunce anonime senza nemmeno considerare i fondamenti normativi, né il contesto di questi messaggi. Sono scandalizzata dal modo in cui questi screenshot sono stati segnalati per elaborare conclusioni affrettate e false che già ci danneggiano.Tre anni dopo la fine del Vendée Globe, non possiamo che interrogarci sulle motivazioni e sul tempismo di questa divulgazione anonima e ci riserviamo il diritto di presentare un reclamo se necessario.
Da parte mia, sono ovviamente a disposizione della Federazione francese della vela e del Vendée Globe per analizzare i nostri scambi in tutta trasparenza.
 
Pur avendo fissato il nuovo record femminile del Vendée Globe, la Crémer nel 2021 arrivò 12° al traguardo. Un buon risultato, ma diciamolo, non sensazionale. Se avesse davvero beneficiato di quegli screenshot sarebbe messa in discussione non solo la sua integrità morale, ma le sue capacità di velista. Il che contraddice la sua carriera da fuoriclasse. L'indagine andrebbe estesa coinvolgendo la polizia postale e stabilendo anche l'identità di chi lancia accuse nascondendosi dietro l'anonimato.
 
 

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