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Barche in fuga dall'uragano Beryl


04-07-2024

La prima tempesta tropicale atlantica della stagione spinge oltre cento imbarcazioni a lasciare le isole di sopravento dei Caraibi

Barche in fuga dall'uragano Beryl
A una tempesta tropicale viene attribuito un nome quando i venti che genera raggiungono una velocità di 39 nodi e lo mantiene anche se il fenomeno si intensifica e diventa un uragano (quindi con venti di almeno 74 nodi).
Baryl, oggi uragano di categoria 5, è il primo e più precoce fenomeno ciclonico della stagione atlantica del 2024.
 
Con una eccezionalmente rapida intensificazione venerdì 28 giugno è passato da tempesta tropicale di categoria 1 a categoria 4 in meno di 10 ore; sabato si è trasformato nel primo uragano della stagione con categoria 1 per salire a categoria 4 domenica mattina e a categoria 5 lunedì notte.
 
Ha già colpito le coste di Barbados, Carriacou, Grenada, Saint Vincent e le Grenadine e Giamaica causando danni significativi con venti fino a 127 nodi e piogge torrenziali e la morte di almeno 7 persone. 
Centinaia le barche danneggiate o affondate.
Ora sta mettendo in allarme la Dominica, la Martinica e la costa Sud-Orientale del Messico.
I governi locali hanno emanato l’allarme uragano e stanno esortando i cittadini a cercare rifugi sicuri.
In Venezuela, sono stati sospesi i trasporti navali e i voli interni.
 
Nel frattempo ai Caraibi oltre 100 imbarcazioni sono fuggite dalle isole di sopravento in direzione di Trinidad e Tobago, considerate più sicure. Un vero e proprio esodo di massa facilitato dalle locali agenzia di frontiera, dell'immigrazione e delle dogane che si sono mobilitate per la loro accoglienza.
 
Quel che preoccupa maggiormente gli analisti è la precocità del fenomeno. La stagione degli uragani va sì dal 1° giugno al 30 novembre, ma statisticamente il mese in cui i fenomeni si intensificano maggiormente è agosto, non, come in questo caso, la fine di giugno e l'inizio di luglio.
È evidente che a incidere sulla asacerbazione di questo fenomeno sia la temperature delle acque oceaniche oggi più calde di 2-3°C rispetto alla norma. Il che alimenta il sospetto che quella in corso sarà con ogni probabilità una stagione degli uragani record con un incremento d'intensità pari a quasi il doppio dei sistemi ciclonici previsti. 

 

 

 

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