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Barca nella rete
è naufragio


19-04-2024

Una recente indagine condotta dal Marine Casualty Investigation Board rivela le peculiari cause all'origine dell'affondamento nel 2023 di un Sun Odyssey 42i

Barca nella rete
è naufragio
I fatti risalgono al 6 giugno 2023 quando Inish Ceinn, uno Jeanneau Sun Odyssey irlandese 42i finì rovinosamente sugli scogli affondando. La barca aveva lasciato Baltimora, in Irlanda, per una breve crociera-scuola a Cape Clear Island.
Al comando un istruttore di vela e quattro membri d'equipaggio.
 
Secondo le ricostruzioni del Marine Casualty Investigation Board, agenzia governativa irlandese poi incaricata di indagare sul sinistro, Inish Ceinn stava navigando con la sola randa con mare mosso e vento sostenuto da Est. Un membro dell'equipaggio era stato posto di vedetta a prua per verificare l'eventuale presenza di boe nell'area nota per la pesca delle aragoste.
 
La barca stava procedendo a 5 nodi quando intorno alle ore 14.30, si avvertì un brusco rallentamento. Non individuando nulla sotto la carena il comandante decise di avviare il motore finché a una forte vibrazione seguì un acceso odore di bruciato. L'elica si era bloccata. Spento l'entrobordo a ammainata la randa, si constatò che anche la ruota del timone aveva seguito la stessa sorte: la barca era, insomma, ingovernabile e letteralmente in balia degli elementi. Ultima ratio, dare fondo all'ancora. Ma era troppo tardi, onde e vento spinsero lo scafo contro uno scoglio
 
A eccezione dello skipper i quattro membri dell'equipaggio saltarono a terra cercando di mantenere scostata la poppa con una cima, ma invano. Inish Ceinn era ormai sulle rocce
Dopo aver lanciato il May day via radio anche il comandante risolse per l'abbandono. E fu proprio mentre si arrampicava sugli scogli che vide una grande rete da pesca che avvolgeva tutta l'opera viva, dalla chiglia, all'elica, alla pala del timone. Di fatto la barca, come fu poi confermato dal Marine Casualty Investigation Board, era stata letteralmente intrappolata fino ad affondare.
Incolume l'equipaggio fu tratto in salvo dalla Guardia costiera.
 
Il Sun Odyssey fu poi recuperato e riparato, ma le reti  abbandonate, dette anche "reti fantasma", continuano ad affollare i nostri mari e a costituire una minaccia per le barche a vela oltre che per la fauna marittima e più in generale per l'ambiente (secondo un rapporto di FAO e Unep del 2009, ogni anno nel mondo vengono abbandonate o perse tra le 640.000 e le 800.000 tonnellate di attrezzi da pesca, tra cui le reti che da sole costituiscono l’89% dei rifiuti marini).
Occhio.
 
 

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